Il cioccolato fa venire i brufoli

IL CIOCCOLATO FA VENIRE I BRUFOLI: VERO O FALSO?

La convinzione che il cioccolato fa venire i brufoli è un mito molto diffuso e, come in tutti i miti, un fondo di verità c’è sempre.
Rimane comunque una questione molto discussa in ambito dermatologico.

In uno studio italiano pubblicato qualche anno fa sul Journal of the American Academy of Dermatology si è cercato di stabilire se il cioccolato fa venire i brufoli. Si è esaminato un gruppo di 205 pazienti dai 10 ai 24 anni e si è accertato che non esisterebbe legame tra consumo di cioccolata e acne, non vi sarebbe influenza sulla produzione e la composizione della secrezione sebacea, e che il cioccolato non influirebbe inoltre sull’evoluzione di questa patologia antiestetica della pelle.

Certamente l’acne è una malattia infiammatoria della pelle che dipende principalmente dalla predisposizione genetica e da fattori ormonali, e, secondariamente da fattori ambientali, da condizioni di stress ma anche dall’alimentazione quotidiana.

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Acne
Acne ed ovaio policistico

il cioccolato fa venire i brufoli

E qui entrano in gioco gli alimenti ad alto carico glicemico ricchi di carboidrati raffinati ( dolci, bevande zuccherate, pane e pasta, etc ), quelli che aumentano rapidamente e massicciamente la concentrazione di glucosio nel sangue con conseguente picco dell’ormone insulina che poi porta ad un aumento del livello della cosiddetta infiammazione cronica silente.

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Brufoli e omega 3

Ma allora il cioccolato fa venire i brufoli o no?

Vediamo quali sono gli effetti positivi o negativi del cioccolato sulla pelle e sull’organismo.
Cominciamo dai benefici in generale che il consumo di cioccolato apporta al nostro organismo. In realtà bisogna distinguere perché c’è cioccolato e cioccolato.

Tutto dipende dal cioccolato che mangi.

Il cioccolato fondente ad alte percentuali ( almeno il 70% ) dà benefici perché è ricco di antiossidanti.
La quantità di polifenoli nel cioccolato fondente è di molto superiore a quella presente nel cioccolato al latte.
Possiamo renderci conto del contenuto in polifenoli dal sapore amaro ed astringente, indipendentemente dalla percentuale dichiarata di cacao nella tavoletta.
I polifenoli del cacao sono distinti in 3 gruppi: Catechine (circa 37%), Antocianine (4%) e Proantocianidine (58%).

Sappiamo che un alto apporto di polifenoli con la dieta si è dimostrato un importante aiuto nel diminuire l’insorgenza di malattie cardiovascolari come infarto ed ictus.

I polifenoli agiscono mediante:

  • riduzione della coagulazione delle piastrine
  • inibizione dell’ossidazione delle lipoproteine
  • azione radical scavenger
  • modulazione del metabolismo degli eicosanoidi “cattivi” o pro-infiammatori (prostaglandine, trombossani e leucotrieni) per inibizione sulla cascata dell’acido arachidonico.

Le persone che mangiano quotidianamente cioccolato fondente in piccole quantità hanno nel sangue livelli di Proteina C Reattiva (PCR = indice di infiammazione aspecifica) relativamente più bassi rispetto agli altri.

I polifenoli del cioccolato fondente riducono lo stato infiammatorio generale.

Attenzione però alle quantità di cioccolato!

Solo un consumo moderato di cioccolato fondente, circa 6-7g/dì, porta a ridurre lo stato infiammatorio.
Quantità giornaliere superiori apportano in grande quantità zuccheri e grassi che determinano più danni che benefici.

i brufoli possono peggiorare con il cioccolatoInfatti il cioccolato al latte e quello bianco contengono una grande quantità di zuccheri e grassi che possono contribuire ad innalzare la glicemia e quindi lo stato infiammatorio cronico silente.

E ciò porterebbe anche ad un peggioramento dei brufoli.
Quindi come abbiamo visto è tutta questione di dosi…

Il cioccolato fa venire i brufoli o li peggiora se è al latte, bianco o se mangiato quotidianamente in certe quantità.

Se la tua pelle è già infiammata dall’acne il cioccolato potrebbe peggiorare la situazione.

Tutto dipende dallo stato iniziale della tua pelle ma non solo…

Il cioccolato può amplificare lo stato infiammatorio generale e cutaneo anche mediante un altro meccanismo.

Hai mai sentito parlare di istamina?

L’istamina è un mediatore chimico ampiamente diffuso nell’organismo ed ha un ruolo di primo piano nelle risposte infiammatorie ed allergiche:

  • provoca vasodilatazione,
  • stimola il prurito
  • aumenta la permeabilità capillare per cui le cellule infiammatorie arrivano maggiormente nei tessuti dove c’è già infiammazione.

Hai mai sentito parlare di istamina negli alimenti?


ALIMENTI RICCHI DI ISTAMINA O ISTAMINO-LIBERATORI

Fragole, agrumi, banane, ananas, lamponi, avocado.

Arachidi, noci, nocciole e mandorle.

Fave, lenticchie, fagioli, piselli, ceci.

Pomodori, spinaci, fecola di patate.

Formaggi fermentati, yogurt, lievito di birra.

Albume d’uovo

Cioccolato

Carne di maiale e insaccati, alimenti in scatola, dadi per brodo.

Bevande fermentate (vino, birra), cola, caffè.

Spezie

Conservanti alimentari come i benzoati (acido benzoico e suoi sali)

Frutti di mare, pesce conservato (aringhe, alici, sardine, salmone, tonno).


Tra gli alimenti che favoriscono la liberazione di istamina c’è anche il cioccolato.

Questi alimenti e additivi ingeriti liberano istamina, o, provocando la degranulazione dei mastociti e dei granulociti basofili, ne inducono la liberazione insieme ad altri mediatori chimici dell’infiammazione

Ognuno di noi è diverso e reagisce in misura diversa all’istamina in piccole quantità.

Esiste un grado di sensibilità variabile per cui in alcune persone particolarmente suscettibili si parla addirittura di intolleranza all’istamina, per cui le manifestazioni infiammatorie o pseudo-allergiche possono variare da disturbi lievi a gravi in risposta a determinati alimenti.

L’enzima diaminossidasi (DAO) partecipa alla degradazione dell’istamina a livello intestinale e quindi contribuisce ad eliminarla prima che passi in circolo.
In alcuni individui si è evidenziata una diminuzione delle diamino-ossidasi, in altri no.
Di certo si sa che l’alcool, in particolare il vino rosso, è in grado di inibire le DAO e potenziare quindi, in soggetti predisposti, questi disturbi infiammatori legati alla liberazione di istamina.
E, in effetti, anche l’alcool stimola l’infiammazione cutanea…

Unendo i puntini e concludendo possiamo dire che solo il cioccolato fondente a piccole dosi 6-7 grammi/dì, può essere utile come antinfiammatorio generale e non fa venire o peggiorare i brufoli.
Al contrario un consumo quotidiano superiore determina un eccessivo carico glicemico e anche la liberazione di istamina ed altri mediatori chimici pro-infiammatori che, in soggetti particolarmente sensibili, provoca un aumento dello stato infiammatorio cutaneo e generale.

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Notizie sull'Autore

Sono Dermatologo e Medico Estetico, con studio a Parma, esperto in trattamenti per acne e cicatrici. Mi sono sempre occupato anche di studi e ricerche sull'invecchiamento elaborando specifici ed innovativi programmi di ringiovanimento cutaneo e di medicina del benessere. Da molti anni svolgo attività di tutor e docente in Corsi e Congressi nazionali ed internazionali e di divulgazione scientifica come blogger e consulente per vari siti web. SEGUIMI ANCHE SU:

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