GLI INESTETISMI CUTANEI NEGLI ADOLESCENTI
Ci sono molti e variabili fattori che contribuiscono a donare alla pelle di ogni persona un aspetto particolare e, quindi, individuale: il colore, la tramatura, l’elasticità, il grado di idratazione, la produzione di sebo.
Sono poi importanti anche la razza, il sesso, lo stile di vita. E’ innegabile che, tra tutte queste variabili, il fattore età sia fondamentale.
Noi tutti siamo in grado di valutare approssimativamente gli anni di chi ci sta di fronte osservando proprio l’aspetto e le condizioni della sua cute.
La pelle giovane si contraddistingue per l’assenza di rughe, per un colorito uniforme, per un grado ottimale di elasticità, di idratazione e di film idrolipidico: sono esattamente le caratteristiche della pelle normale, una pelle in equilibrio ed integra dal punto di vista fisiologico e meccanico. Tale descrizione rappresenta un “modello ideale”.
Sappiamo, infatti, che, nella realtà e nel tempo, ci sono continuamente oscillazioni di queste caratteristiche e che tale equilibrio, per svariate cause, può essere instabile; allora cosmetici ben formulati e appropriati possono risultare utili proprio per il mantenimento della stabilità (omeostasi cutanea) e per la protezione da fattori esterni dannosi: prodotti per l’igiene che non alterino il normale pH cutaneo, non rimuovano completamente il film idrolipidico o addirittura lo strato corneo, creme ed emulsioni capaci di rallentare e ridurre la continua evaporazione di acqua attraverso gli strati epidermici e proteggere la cute dall’azione dannosa dei raggi solari. Chi ha una pelle normale ha bisogno, quindi, di preservare e proteggere tale stato di armonia.
La pelle giovane è caratterizzata da un maggiore contenuto di acido ialuronico a livello del derma: tale molecola, essendo capace di legare grandi quantità di acqua, è la principale responsabile del grado di idratazione cutanea; inoltre vi è anche una maggiore presenza di collagene di tipo III, il collagene giovane che dà spessore alla cute e che, come l’acido ialuronico, tende a diminuire con l’invecchiamento.

Anche le ghiandole sebacee, grazie allo stimolo ormonale rappresentato dagli androgeni, sono pienamente sviluppate e funzionanti e contribuiscono alla formazione del film idrolipidico che costituisce uno strato protettivo sulla superficie cutanea: infatti, col suo pH fisiologico debolmente acido, impedisce l’impianto di batteri e funghi patogeni, ostacola la penetrazione di sostanze chimiche potenzialmente irritanti, e inoltre contribuisce in maniera determinante al mantenimento dell’idratazione della pelle (chimicamente è un’emulsione in cui è contenuto l’NMF, il fattore naturale di idratazione).
I problemi della cute nell’adolescente e nel giovane adulto sorgono quando le ghiandole sebacee, per una predisposizione genetica, sono molto sensibili all’azione stimolante del testosterone: si ha la condizione della pelle grassa o iperseborroica di aspetto lucido, vellutata o untuosa al tatto, con pori dilatati, e alcuni comedoni chiusi e aperti che può trasformarsi, se si utilizzano cosmetici non appropriati, in una cute francamente acneica.
Spesso, nel tentativo di risolvere o attenuare il problema dell’oleosità, si ricorre a detergenti troppo aggressivi che danno il cosiddetto “effetto rebound” (la rimozione totale del film idrolipidico porta a una maggiore produzione di sebo e a un peggioramento della seborrea). A volte, poi, alcuni cosmetici possono provocare un’estrema secchezza cutanea, con desquamazione, anche in una cute tendenzialmente grassa portando all’erronea valutazione e convinzione di avere una cute molto secca: si è instaurato solo uno stato di disidratazione che spesso determina irritazione ed infiammazione (eczema).
Quando le ghiandole sebacee producono realmente poco sebo abbiamo il quadro della cute secca o iposeborroica, che si presenta sottile, ruvida al tatto, desquamante e con pori molto piccoli: è una pelle molto sensibile e reattiva perché ha minori difese.
Anche il tessuto adiposo sottocutaneo subisce delle modificazioni nell’adolescenza e a seconda del sesso: nella donna, per l’azione degli ormoni estrogeni, vi è una maggiore ritenzione idrica e un accumulo di grasso in determinate sedi (adiposità localizzata) che, col tempo, sempre per fattori ormonali e di microcircolazione, può degenerare nel quadro della cosiddetta cellulite.

E’ importante che lo specialista dermatologo valuti il tipo di cute e lo stato del tessuto sottocutaneo nel soggetto giovane proprio per inquadrare inestetismi manifesti e prevedere problemi potenziali e latenti così da consigliare cosmetici specifici che possono avere due caratteristiche: mantenere l’omeostasi cutanea (cosmetologia protettiva e decorativa, cosmetologia in senso stretto) e/o correggere gli squilibri mediante molecole, anche di tipo farmacologico, che influiscono attivamente su fattori fisiologici cutanei quali lo spessore dello strato corneo, la produzione di sebo e di sudore, l’accumulo adiposo (cosmetologia attiva o cosmeceutica).
Prof. Francesco Antonaccio
Prof. Francesco Antonaccio
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