Biorivitalizzazione

LA BIORIVITALIZZAZIONE CUTANEA

In altri articoli abbiamo affrontato già il tema dell’invecchiamento cutaneo e accennato alle principali tecniche di ringiovanimento quali il peeling chimico, gli impianti intradermici di sostanze biocompatibili e riassorbibili (fillers), la biorivitalizzazione cutanea, i trattamenti dermocosmetici.

In questo articolo approfondiamo proprio la tecnica, o meglio le tecniche di biorivitalizzazione che, in quanto trattamenti “soft” ( non richiedono di interrompere le normali attività quotidiane ), ben si adattano ad essere inseriti in programmi globali di ringiovanimento della cute che lo specialista dermatologo plastico può eseguire a livello ambulatoriale.

La metodica consiste nell’iniettare, mediante aghi sottilissimi, e quindi con sensazione dolorosa scarsa o nulla, a livello del derma superficiale, sostanze perfettamente biocompatibili e totalmente riassorbibili che abbiano una funzione non solo di riequilibrio della normale fisiologia,

biorivitalizzazione in dermatologia estetica

ma anche di  stimolo e riattivazione della parte più vitale della cute, il derma papillare o superficiale; esso, infatti, è ricco di vasi sanguigni ( è da qui che, per diffusione, arriva il nutrimento e l’ossigeno all’epidermide ) e cellule, tra cui i fibroblasti deputati alla produzione di fibre collagene ed elastiche e dei glucosaminoglicani, molecole che vanno a formare la sostanza fondamentale intercellulare del tessuto dermico.

Tra i glucosaminoglicani, il principale è l’acido ialuronico, un polisaccaride capace di legare a sè, come una spugna, grandi quantità di acqua: è la molecola responsabile dell’idratazione e del turgore cutaneo tipici della cute giovane. Inoltre la sua presenza è fondamentale per la stabilizzazione della rete di fibre collagene ed elastiche immerse nella sostanza intercellulare, per gli scambi metabolici, per i processi di riparazione e di rimodellamento del tessuto cutaneo.

Le principali manifestazioni dell’invecchiamento cutaneo sono rappresentate dalla perdita di elasticità e di turgore cutaneo e dalla formazione delle rughe: si ha una progressivo impoverimento di quell’impalcatura di sostegno costituita dal derma.

Numerosi studi hanno messo in evidenza che l’acido ialuronico si riduce gradualmente con l’età.

In dermatologia estetica l’acido ialuronico, sotto forma di denso gel viscoelastico, è utilizzato da anni come materiale di riempimento (filler), adatto a riempire il derma medio-superficiale e sollevare il fondo di rughe o cicatrici depresse.

LA BIORIVITALIZZAZIONE CUTANEA CON ACIDO IALURONICO

Nei trattamenti di biorivitalizzazione cutanea si utilizza, invece, una preparazione di acido ialuronico naturale, non modificato chimicamente, più fluido, ad elevata concentrazione, capace, quindi, di legare una quantità di acqua da 40 a 70 volte superiore.

Questo prodotto, oltre a svolgere un’azione ristrutturante e intensamente idratante della sostanza intercellulare dermica ( è come applicare e far agire una crema ricca di principi attivi idratanti direttamente nel derma, in profondità, dove c’è più bisogno ), è dotato di bio-interattività nei confronti dei fibroblasti: li stimola a produrre collagene, elastina e ulteriore acido ialuronico endogeno, proteggendoli contemporaneamente dall’azione dannosa dei radicali liberi che si formano continuamente, in particolare durante l’esposizione solare.

biorivitalizzazione ed idratazione della pelle

Esistono due metodiche di biorivitalizzazione cutanea: la tecnica a reticolo e la tecnica a pomfi.

La prima, usata nella prevenzione e cura dell’invecchiamento cutaneo, consiste nell’esecuzione di infiltrazioni intradermiche lineari in senso verticale e orizzontale che si intersecano così da formare come un reticolo di acido ialuronico su aree estese del volto e del collo ( utile in particolare a livello delle guance e delle regioni perioculari, le più danneggiate dalla perdita di elasticità e di idratazione che porta a quell’antiestetico aspetto “corrugato” ): prevede circa 3 sedute distanziate di circa 10-14 giorni ( come trattamento urto ) e sedute di mantenimento ogni 2 mesi.

La seconda è più utile in persone giovani che vogliono prevenire e contrastare l’invecchiamento cutaneo dovuto all’esposizione solare o lampade abbronzanti: si effettuano numerose microiniezioni, molto superficiali, praticamente indolori, distanziate di un centimetro l’una dall’altra, sul volto, sul collo e decolleté ed, eventualmente, anche sulle mani: la sostanza poi si distribuisce uniformemente nel derma superficiale legando acqua ed aumentando visibilmente l’idratazione e il turgore cutaneo.

E’ consigliabile effettuare 2 sedute settimanali prima dell’ esposizione solare: in questo caso si attua una prevenzione attiva del fotoinvecchiamento sfruttando in pieno l’azione di protezione anti-radicali liberi dell’acido ialuronico; le eventuali sedute di mantenimento ogni 2 mesi.

La sostanza è riassorbibile e non dà problemi di allergia.

La procedura non lascia generalmente segni e gli eventuali arrossamenti, dovuti alle microiniezioni, sono in genere di lieve entità e di durata molto breve.

Come trattamento complementare e sinergico, si possono effettuare anche sedute di biorivitalizzazione mediante prodotti omeopatici con azione stimolante sul derma e ritardante sulla degradazione del collagene e dell’acido ialuronico stesso.

 

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Notizie sull'Autore

Sono Dermatologo e Medico Estetico, con studio a Parma, esperto in trattamenti per acne e cicatrici. Mi sono sempre occupato anche di studi e ricerche sull’invecchiamento elaborando specifici ed innovativi programmi di ringiovanimento cutaneo e di medicina del benessere.
Da molti anni svolgo attività di tutor e docente in Corsi e Congressi nazionali ed internazionali e di divulgazione scientifica come blogger e consulente per vari siti web.

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